News | 26 January 2026 | Autore: Federauto

Veicoli pesanti 2025: Federauto scatta una fotografia del mercato e commenta i dati

I dati Federauto mostrano un calo del 3,4% del mercato HDV nel 2025: il diesel resta dominante, mentre la trazione elettrica evidenzia timidi segnali di crescita, limitati alle motrici leggere.

 

A partire da gennaio 2026, Federauto ha dato il via alla pubblicazione mensile dei dati sul mercato dei veicoli commerciali pesanti, sopra le 3,5 tonnellate di PTT, elaborati sui dati del Ministero dei Trasporti. L’analisi annuale relativa al 2025 mostra alcuni trend chiave, a partire dal predominio del diesel.

Nel 2025 le immatricolazioni di veicoli industriali oltre le 3,5 tonnellate hanno registrato un calo del 3,72%, fermandosi a 27.005 unità contro le 28.049 del 2024.
Il mercato rimane largamente presidiato dal diesel, che pur diminuendo del 4,85%, ha immatricolato 25.993 veicoli, pari al 96,25% del totale (contro il 97,39% dell’anno precedente).

La diminuzione più marcata riguarda invece le motorizzazioni a gas, che cedono il 30,77%.
La trazione elettrica, nonostante l’appariscente incremento percentuale del 178,77%, guadagna meno di un punto e mezzo di quota, passando dallo 0,76% al 2,19%, cioè da 212 a 591 veicoli, concentrati principalmente nella fascia delle motrici sotto le 7,49 tonnellate (506 unità) mentre sopra questo peso le vendite sono quasi assenti (31 motrici).

Federauto segnala anche il calo dei trattori stradali del 6,95%.

Analizzando i segmenti per peso, la diminuzione più consistente si registra nella fascia dei veicoli medi, mentre per quelli sopra le 16 tonnellate – che rappresentano l’83% del mercato – il calo è in linea con la media complessiva, pari al 3,23%.

Marchi e quote di mercato

Tra i marchi, Iveco mantiene la leadership con il 30% delle immatricolazioni, nonostante un calo del 10,91%. Decrescono anche Scania (-14,05%), Isuzu (-41,71%) e Astra V.I. (-47,77%). In controtendenza crescono Mercedes Trucks (16,42%), Renault Trucks (13,65%), Mitsubishi Fuso (12,57%) e, su numeri assoluti più bassi, Fiat (+308,11%).
 

Diesel dominante, elettrico quasi assente

Secondo Federauto, “a soli dieci anni dalla quasi totale cessazione della produzione di motori endotermici sui veicoli industriali, ideologicamente voluto – e non corretto – dalla Commissione europea, il mercato HDV appare dominato in maniera incontrastata dalle motorizzazioni a gasolio”.

La trazione elettrica, aggiunge Federauto, “non attecchisce e anzi è quasi del tutto assente al di sopra delle 7,5 tonnellate”. La “grande spinta” verso gli EV ha inoltre invertito la crescita dei veicoli a CNG/GNL, che oggi vantano un circolante di oltre 3.000 unità e, tramite l’uso di Bio CNG/GNL, garantiscono un impatto ambientale minimo.

Federauto sottolinea anche che i costruttori HDV “non hanno ancora ottenuto alcuna deroga nella gestione delle multe CO2” e definisce eufemistico” il nuovo pacchetto di misure proposto a dicembre dalla Commissione Europea, auspicando che il Parlamento europeo possa correggere le distorsioni che alimentano incertezza negli acquirenti e ritardi nell’adozione delle tecnologie disponibili.
 

Prospettive per il 2026

Federauto commenta che, “in questa situazione, a cui si aggiungono le incertezze provenienti dal quadro geopolitico, non è possibile fare per il 2026 previsioni che si discostino da una sostanziale conferma dei risultati conseguiti nel 2025”.
L’associazione evidenzia inoltre che si attendono gli effetti degli incentivi del Fondo Pluriennale, recentemente approvato dal Governo su istanza di Federauto insieme a ANFIA, ANITA, UNATRAS e UNRAE.
 

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