Articoli | 10 March 2026 | Autore: Redazione

Veicoli industriali in Italia: la fotografia dell'Osservatorio Unrae 2025

L’analisi del Centro Studi Unrae evidenzia la resilienza dei segmenti pesanti e medi, il dominio del diesel a fronte del calo dei gas naturali e un parco circolante stabile oltre i 14 anni.

 

I dati recentemente elaborati dal Centro Studi e Statistiche Unrae offrono una panoramica dettagliata sull'evoluzione del trasporto pesante nel nostro Paese.
L'analisi del consolidato 2025 permette di scattare una fotografia nitida sulle dinamiche di acquisto, le scelte tecnologiche e le criticità strutturali che interessano l'autotrasporto nazionale. 

Se l’auspicio per il 2026 è quello di mantenere livelli almeno in linea con l'anno precedente, il 2025 si è chiuso mostrando una sostanziale tenuta del mercato, nonostante una lieve contrazione del 2,5%.
Si potrebbe parlare di un nuovo equilibrio che, pur a fronte di questo contenuto calo fisiologico, sembra essersi stabilizzato dopo le forti turbolenze degli anni passati.


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Tra resilienza e crescita: il dinamismo delle immatricolazioni

Il 2025 ha mostrato un andamento differenziato a seconda dei segmenti, con una generale tenuta del mercato rispetto all'anno precedente, sebbene presenti sfumature diverse.
Il comparto dei veicoli pesanti (pari o superiori alle 16 tonnellate) continua a rappresentare la colonna portante del mercato, chiudendo l'anno con una sostanziale stabilità e un lieve segno positivo dello 0,8%.
Se i grandi giganti della strada mantengono le posizioni, la vera sorpresa arriva dal segmento medio (tra le 6,01 e le 15,99 tonnellate), che ha accelerato il passo con un incremento del 4,5%, trainato da un rinnovo delle flotte più compatto e versatile.
Al contrario, la fascia leggera (3,51-6 tonnellate) ha mostrato una flessione del 3,2%, segnale di un travaso di volumi verso altre tipologie di trasporto leggero o di una fase di riflessione negli investimenti per questa specifica categoria.
 

La transizione tecnologica: il ruolo del diesel e delle nuove alimentazioni

Sul fronte delle motorizzazioni, il panorama energetico italiano conferma una transizione estremamente cauta, dove il motore diesel non solo resiste, ma consolida la sua posizione come scelta d'elezione per la stragrande maggioranza degli operatori, coprendo oltre l'80% delle nuove immatricolazioni.
Questa preferenza è alimentata dall'efficienza raggiunta dalle ultime classi ambientali, a fronte di alternative che faticano a trovare slancio.

Un cenno va ai carburanti gassosi come il GNL e il metano, che in passato sembravano destinati a una crescita costante; dopo il picco di qualche anno fa, queste alimentazioni hanno perso terreno a causa dell'instabilità dei prezzi del gas e abbiamo assistito a un ridimensionamento del loro ruolo, stabilizzandosi su quote marginali (ormai prossime all'1,3-1,5%) e perdendo l’attrattività di un tempo.

Parallelamente, si iniziano a intravedere i primi segnali di diversificazione tecnologica: le motorizzazioni elettriche (BEV) hanno raddoppiato la loro presenza percentuale passando dallo 0,3% allo 0,7%, mentre le soluzioni ibride si ritagliano uno spazio crescente, pur restando confinate a una quota inferiore al 2%.

Stato del parco circolante

I dati dell'Osservatorio 2025 confermano infine la stabilità strutturale del parco circolante italiano, caratterizzato da un'anzianità media che ha ormai superato la soglia dei 14 anni.
L'analisi evidenzia come una fetta consistente del circolante sia ancora composta da veicoli di generazioni tecnologiche precedenti (pre-Euro IV e Euro IV), che continuano a operare regolarmente sulle strade nazionali.
Questa configurazione del mercato riflette una propensione al mantenimento dei mezzi in esercizio, garantendo una base solida e continuativa per la domanda di componentistica, ricambi e servizi di manutenzione.
 

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Tags: mercato VI unrae immatricolazioni vi circolante VI

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