News | 11 Febbraio 2021 | Autore: Redazione

Mercato truck in ripresa (+9,5%, dato Unrae). Il 2021 comincia con la marcia giusta... ma non basta

L’anno è appena iniziato, eppure Unrae prevede già per il 2021 un mercato in crescita del 9%; per un ritorno ai livelli pre-Covid (2019) si dovrà attendere fino al secondo semestre 2022.

 

Prosegue l’andamento positivo fatto registrare dal mercato dei veicoli industriali già a partire dal luglio dello scorso anno. Per il mese di gennaio, il Centro Studi Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha effettuato una stima del mercato dei mezzi pesanti, spingendosi a fare una previsione per il fine anno.

Secondo i dati elaborati dall’associazione, i veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5 t immatricolati nel mese di gennaio 2021 sono stati 2.330 contro le 2.127 unità del gennaio 2020, registrando quindi una crescita del comparto del 9,5%.
La ripartizione è la seguente:
    • veicoli con massa totale da 3,51 t a 6t  ==> -9,1% (40 unità immatricolate verso 44)
    • veicoli con massa totale da 6,01t a 15,99 t ==> +4,5% (280 unità immatricolate verso 268)
    • veicoli con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 t  ==> +10,7% (2.010 unità immatricolate verso 1.815).

Come ha commentato Paolo A. Starace, presidente della sezione Veicoli Industriali di Unrae, in questo clima di incertezza generale ed economica, si stima un mercato in crescita del 9% per fine 2021, con un ritorno ai livelli pre-Covid (2019) che potrà verificarsi non prima del secondo semestre 2022.

“Con tale prospettiva – ha proseguito Starace – se si vuole davvero rilanciare il settore andando verso una crescente sostenibilità ambientale e una maggiore sicurezza stradale, occorre rendere strutturali i contributi per gli investimenti nell’autotrasporto, rivedendo in modo realistico le quote di finanziamento per le diverse categorie e tipologie di alimentazione disponibili sul mercato, focalizzandosi prevalentemente sul rinnovo del nostro parco circolante, tra i più vecchi d'Europa, e tenendo in considerazione che la quota dei veicoli alternativi ad oggi rappresenta solo il 5,6% del mercato”.

“Attraverso il rispetto del principio della neutralità tecnologica e, allo stesso tempo, con lo sviluppo di infrastrutture adeguate allo scopo, potremo davvero sostenere la transizione del Paese verso “emissioni zero”, coerentemente con quanto abbiamo già avuto modo di rappresentare nel corso dell’audizione tenuta in Parlamento in vista della definizione dei contenuti del PNRR relativi alla logistica e al trasporto”.


 

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