Articoli | 11 Novembre 2020 | Autore: Redazione

Veicoli industriali: ottobre tiene, +3,9%. Unrae stima a fine anno un calo del 16-17%

Buona la tenuta dei veicoli industriali a ottobre, con una crescita del 3,9% rispetto all’analogo periodo del 2019. Nei primi dieci mesi dell’anno la perdita è del 17,5%, mentre la stima su base annua si ferma tra il 16 e 17%. Non così bene il comparto dei veicoli leggeri (tra le 6 e le 16 tonnellate di massa), le cui vendite a ottobre hanno mostrato un valore negativo a due cifre, -28%.

 

Bene ma non benissimo. Con questa formula espressiva molto popolare tra i più giovani si potrebbe riassumere la tendenza del mercato dei veicoli industriali. Se infatti il mese di ottobre ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 3,9%, le previsioni per il fine anno non sono delle migliori.

Inoltre, analizzando i dati diffusi dal Centro Studi e Statistiche di Unrae, ci troviamo di fronte a un mercato a due velocità. I mezzi pesanti con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 tonnellate confermano il trend positivo dell’estate, seppur con una crescita rallentata (+11,7% su ottobre 2019), mentre i veicoli industriali più leggeri, quelli compresi tra le 6 e le 16 tonnellate, frenano la corsa estiva e registrano e un valore negativo a due cifre (-28,8% su ottobre 2019).
 

Veicoli industriali: i dati del comparto

Stando alle stime elaborate da Centro Studi e Statistiche di Unrae (sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal MIT), il mercato dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5t, dopo i forti incrementi dei mesi estivi (luglio, agosto e settembre), ha fatto registrare in ottobre un incremento delle immatricolazioni del 3,9% rispetto ad ottobre 2019, con 1.910 unità immatricolate contro 1.838.

Il consolidato dei primi dieci mesi del 2020 denuncia una perdita del 17,5% rispetto allo stesso periodo del 2019 (16.223 immatricolazioni contro 19.665).

Nel comparto dei veicoli pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16t, l’incremento del mercato rimane ancora a due cifre, facendo registrare +11,7% su ottobre 2019 (1.627 unità immatricolate contro 1.457), che porta il risultato del comparto nei primi dieci mesi a -16,9% sullo stesso periodo del 2019 (13.125 immatricolazioni contro 15.786).
Il comparto dei veicoli industriali compresi tra le 6 e le 16 tonnellate di massa totale a terra, invece, dopo il balzo anomalo dei mesi estivi, è già ritornato a ottobre su un valore negativo a due cifre: -28,8% su ottobre 2019.

Veicoli industriali leggeri tornano in negativo

A sottolineare la complessità del mercato è lo stesso Paolo A. Starace, presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae, che nel commentare i dati diffusi dall’associazione fa una previsione.
“Il dato più significativo, anche ai fini di una previsione sul possibile andamento futuro del mercato complessivo – commenta Paolo A. Starace – sembra venire in questo momento dal comparto dei veicoli leggeri, in particolare da quello che comprende i mezzi compresi tra le 6 e le 16 tonnellate di massa totale a terra che, dopo il balzo anomalo dei mesi estivi, è già ritornato a ottobre su un valore negativo a due cifre: -28,8% su ottobre 2019."
"Con tutta probabilità gli effetti positivi determinati dallo smaltimento dei veicoli le cui consegne si sono dilatate a causa del lockdown sono già terminati, riportando il mercato a confrontarsi con la dura realtà”.

“Ragionando in prospettiva annuale – prosegue Starace – non c’è purtroppo motivo per pensare che in una situazione analoga non finirà per trovarsi tutto il mercato dei veicoli industriali: una ipotesi realistica potrebbe essere quella di un fine 2020, con una perdita annua consolidata che si attesterà su -16/17% rispetto al 2019”.

Due serbatoi per sostenere il comparto

Il sostegno agli investimenti nell’autotrasporto si sta avviando confusamente verso una situazione di progressiva strutturazione “de facto” – osserva Starace. Oggi abbiamo due serbatoi di portata biennale dai quali le imprese di autotrasporto possono attingere risorse per investimenti in veicoli nuovi: quello compreso nei finanziamenti complessivi all’autotrasporto per gli anni 2020-2021, che conta oltre 120 milioni di euro divisi in egual misura sulle due annualità, e quello posto in essere dalla Legge fiscale del 2019 che destina circa 25 milioni di euro, sempre per gli anni 2020 e 2021, all’acquisto, contro radiazione per rottamazione, di autoveicoli Euro VI o alternativi, con lo scopo di svecchiare il parco circolante in prospettiva green.”

Rivedere la ripartizione delle risorse?

“Se guardiamo l’evoluzione dei contatori che RAM SpA aggiorna periodicamente – conclude il presidente della Sezione Veicoli Industriali – vediamo che la categoria di veicoli nella quale è stato presentato il maggior numero di domande, dalle ore 10 del 1° ottobre scorso, è quella che riguarda l’acquisto di Euro VI contro rottamazione di veicoli di precedenti classi di inquinamento, per la quale si è arrivati al 132% dei fondi disponibili, mentre per l’acquisizione di veicoli ad alimentazione alternativa è impegnato ad oggi solo il 77% delle risorse disponibili.”

“Viene spontaneo chiedersi, di fronte a questi dati, quanto il mercato italiano dei veicoli industriali sia pronto a intensificare la domanda di motorizzazioni alternative nelle attuali condizioni e se è opportuno rivedere la ripartizione di dette risorse coerentemente con la domanda.

“Di sicuro, ogni veicolo di classe anteriore all’Euro VI che si riesca in qualche modo a eliminare dalla circolazione costituisce una vittoria concreta in termini di sostenibilità del parco”.

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