Articoli | 19 October 2026 | Autore: Redazione

Mercato veicoli industriali: i dati ANFIA di settembre confermano l'incertezza

A settembre le immatricolazioni di autocarri calano dell’1,9% e quelle dei trainati del 12,6%, mentre i bus crescono del 2,5%. Nei primi nove mesi, il bilancio resta positivo, ma il settore chiede misure a sostegno del rinnovo delle flotte.

 

Il mercato italiano dei veicoli industriali mostra segnali contrastanti a settembre 2026.
Secondo i dati diffusi da ANFIA, il mese si chiude con una contrazione per gli autocarri e, in misura più marcata, per i veicoli trainati, mentre il comparto autobus mantiene un andamento positivo. 
Nel cumulato gennaio-settembre, il quadro resta favorevole per autocarri e bus, mentre rimorchi e semirimorchi registrano una lieve flessione.
 

Autocarri: settembre chiude a -1,9%

Nel nono mese dell’anno sono stati rilasciati 2.028 libretti di circolazione di nuovi autocarri, in diminuzione dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. 
Nei primi nove mesi del 2026 le immatricolazioni raggiungono quota 21.102, con una crescita del 2% su base annua.

Parliamo di un comparto che varia sensibilmente in funzione della massa dei veicoli, con dinamiche non omogenee tra le diverse categorie.
L’analisi per classi di peso evidenzia infatti risultati positivi per i veicoli sopra le 5 e fino a 8 tonnellate (+4,9%), per quelli oltre le 16 tonnellate (+3,8%) e per la fascia sopra le 8 e fino a 12,5 tonnellate (+1,9%). Sono invece in forte calo i veicoli sopra le 3,5 e fino a 5 tonnellate (-41,5%) e quelli oltre le 12,5 e fino a 16 tonnellate (-10,2%).

Sul fronte delle alimentazioni, nei primi nove mesi dell’anno il diesel si conferma nettamente prevalente, con una quota del 97,3% del mercato. Restano marginali le alternative: i veicoli a gas rappresentano l’1,4% del totale, con 292 unità, in lieve calo rispetto all’1,5% dello stesso periodo del 2025. Gli autocarri elettrici e gli ibridi benzina/elettrico e gasolio/elettrico si fermano invece complessivamente all’1,3%, contro il 2,5% registrato un anno prima.


“La volatilità delle immatricolazioni di autocarri dimostra ancora una volta la necessità di attivare rapidamente il fondo pluriennale per il rinnovo delle flotte dell’autotrasporto, annunciato lo scorso dicembre e destinato a sostituire il Fondo investimenti, non rinnovato per il 2026” ha commentato Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci.
“Quest'assenza incide gravemente su un parco circolante tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di quasi vent’anni rispetto ai quattordici della media del continente. Ne conseguono minori investimenti in veicoli più sicuri ed efficienti e un rallentamento della diffusione delle alimentazioni alternative, come il bio GNL, che possono contribuire alla decarbonizzazione del settore nel rispetto del principio di neutralità tecnologica” ha aggiunto Sra, che ha inoltre sottolineato l’importanza di misure strutturali a sostegno della competitività del trasporto merci. 
“Per preservare la competitività del settore, anche in un contesto di forte volatilità internazionale, è necessario estendere a tutte le alimentazioni i meccanismi di adeguamento dei corrispettivi all’aumento dei costi energetici e reintrodurre incentivi fiscali a sostegno degli investimenti sostenibili”.
 

Rimorchi e semirimorchi: flessione a doppia cifra

A settembre sono stati immatricolati 1.117 nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, con massa complessiva superiore a 3.500 kg, in calo del 12,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel dettaglio, i rimorchi scendono a 85 unità (-19,8%), mentre i semirimorchi si attestano a 1.032 unità (-11,9%).
Da gennaio a settembre il comparto totalizza 11.385 immatricolazioni, lo 0,6% in meno rispetto ai primi nove mesi del 2025. I rimorchi diminuiscono del 12,6%, con 922 unità, mentre i semirimorchi crescono dello 0,6%, raggiungendo quota 10.463.

Massimo Menci, presidente della sezione Rimorchi di Anfia, osserva che il mercato è sostanzialmente fermo rispetto allo scorso anno e che settembre registra una contrazione particolarmente marcata, che per i rimorchi sfiora il 20%.
Secondo Menci, il trend potrebbe riflettere l’annuncio anticipato di incentivi al settore. L’auspicio è che nei prossimi mesi si verifichi un’inversione di tendenza, soprattutto per accelerare il rinnovo del parco circolante in termini di sicurezza.

Autobus: immatricolazioni in lieve crescita

A settembre 2026 il mercato degli autobus con massa complessiva superiore a 3.500 kg registra 527 nuove immatricolazioni, in aumento del 2,5% rispetto a settembre 2025.
Nei primi nove mesi dell’anno sono stati rilasciati 5.356 libretti di circolazione, con una crescita del 34,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tutti i comparti chiudono in positivo: gli autobus per il trasporto pubblico locale (TPL) crescono del 49,3%, i minibus del 36,5%, gli scuolabus del 19% e gli autobus e midibus turistici del 6,1%.

Per quanto riguarda le alimentazioni, nel periodo gennaio-settembre 2026 gli autobus a gas rappresentano il 13,1% del mercato, in calo rispetto al 18,2% dello stesso periodo del 2025.
Cresce invece il peso delle motorizzazioni elettriche e ibride: i veicoli elettrici e gli ibridi metano/elettrico e gasolio/elettrico raggiungono complessivamente una quota del 39,7%, contro il 29,8% registrato nei primi nove mesi dello scorso anno.

Paolo Marini, presidente della sezione Autobus di Anifa, evidenzia che la crescita del mercato riflette ancora in larga misura le immatricolazioni legate al PNRR. Per garantire prospettive strutturali alla filiera europea, esposta alla concorrenza asiatica, Marini richiama la necessità di un fondo dedicato al settore e di iniziative per valorizzare il Made in Europe.
Tra queste, indica l’Industrial Accelerator Act e la revisione della normativa europea sugli appalti pubblici come opportunità per rafforzare la preferenza europea e tutelare capacità produttiva, competenze e autonomia della filiera degli autobus.

 

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