News | 09 Aprile 2020 | Autore: Redazione

Il grido di allarme di ANITA: la domanda di trasporti è crollata del 70%

Anita lancia un grido d’allarme: la domanda di trasporti è crollata del 70%. Le imprese di settore non possono sopravvivere con i soli trasporti di prima necessità e quindi a rischio sono le stesse forniture sanitarie e alimentari.

 

Chiarito che le merci non sono veicolo di contagio, i problemi per le imprese di trasporto non sono finiti. L’emergenza sanitaria e le misure di contenimento del Covid-19, oltre alla mancanza di liquidità, hanno provocato una netta esplosione dei costi di trasporto, che costringono le imprese operanti nell’autotrasporto a lavorare in perdita.

Anzi: come rende noto Anita, l’associazione di Confindustria che dal 1944 rappresenta le aziende di autotrasporto merci e logistica, a rischio sono le stesse imprese coinvolte, che si trovano di fronte alla drammatica scelta di dover chiudere le proprie attività per i costi non più sostenibili, visto che la domanda di trasporti è crollata del 70%.

È questo il grido allarme lanciato dalla base associativa di Anita durante la videoconferenza tenutasi nella giornata di martedì 31 marzo.
Le nostre aziende specializzate nel trasporto di alimentari freschi, oltre al forte calo del fatturato, subiscono enormi costi per lo sbilanciamento dei flussi di traffico, i percorsi a vuoto, i lunghi tempi di attesa presso gli stabilimenti aziendali e le frontiere – ha fatto sapere Umberto Torello, Presidente di ANITA-Transfrigoroute Italia. - Non possiamo continuare a fornire servizi di trasporto per garantire l’approvvigionamento dei prodotti alimentari in assenza di un adeguato sostegno economico e finanziario da parte dello Stato”.

Secondo gli associati di Anita, le misure contenute nel Decreto “Cura Italia” non sono sufficienti. Si limitano a spostare i termini di pagamento di oneri e tributi per lo Stato. I contributi in conto gestione per le imprese sono irrisori. Lo slittamento delle scadenze dei prestiti rateali e mutui non è previsto per le grandi imprese.

Per mantenere in vita il settore abbiamo bisogno di interventi più massicci. Ci vuole una terapia d’urto che dia liquidità alle aziende, permettendogli per i prossimi anni di risparmiare sui costi al fine di bilanciare le ingenti perdite accumulate in questi mesi – ha fatto presente Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA. - Chiediamo al Governo di aumentare adeguatamente il Fondo del Ministero dei Trasporti, previsto per le imprese iscritte all’Albo, per garantire lo sconto massimo dei pedaggi autostradali già accordato, contestualmente all’esonero totale del pagamento per i mesi di aprile e maggio. Chiediamo il temporaneo esonero dalle accise sul gasolio. Necessari anche la decontribuzione degli oneri sociali, da imputare a carico dello Stato e interventi sui costi dei traghetti per garantire la continuità territoriale per le isole”.

 

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Tags: trasporto merci anita

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