
La fotografia scattata dall'associazione mostra un quadro cauto tra incertezze economiche e spinta alla transizione: soffre il comparto leggero, i pesanti reggono il colpo, mentre cresce il trasporto passeggeri.
Uno scatto che non si discosta molto dalle fotografie degli ultimi anni: un quadro cauto e altalenante, condizionato non solo dalle tensioni geopolitiche mondiali, ma anche da dinamiche economiche, incertezze normative sugli incentivi e sfide industriali legate ai costi e ai tempi della transizione energetica.
Attraverso l’analisi elaborata sulla base della data di emissione del libretto di circolazione, il dossier traccia la mappa di un mercato a più velocità. Alle difficoltà dei veicoli commerciali leggeri e allo stallo dei trainati, fanno infatti da contraltare la tenuta del segmento pesante e il netto boom del trasporto passeggeri.
In sintesi, l’attuale stato di salute del comparto nei primi nove mesi dell’anno (Q1-Q3 2026) è il seguente:
- VCL: -5,1% a circa 134.000 unità
- Autocarri: +2,0% a oltre 21.100 unità
- Rimorchi e semirimorchi: -0,6% a 11.385 unità
- Autobus: +34,8% a 5.356 unità.
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L'andamento per comparti
Il mercato dei veicoli commerciali leggeri ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con quasi 134.000 unità immatricolate, registrando una flessione del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i volumi raggiungevano le 141.000 unità. Il terzo trimestre continua a mostrare segnali di decrescita e un trend negativo: -10,4% a luglio, una timida ripresa ad agosto (+3,9%) e, infine, -7,1% a settembre.Nonostante il predominio del diesel (77,1% di quota), si segnala la crescita delle ibride benzina (+66,6%) e delle plug-in (+130,1%), a fronte di una battuta d'arresto dei BEV (-18,2%).
Sul fronte opposto, il mercato degli autocarri pesanti totalizza oltre 21.100 immatricolazioni, segnando un +2,0%, nonostante le incertezze dell’ultimo trimestre (luglio, agosto e settembre risultano in calo, rispettivamente, dell'1,6%, del 4,2% e dell'1,9%). Come spesso accade, a trainare il mercato sono i veicoli pesanti con massa superiore alle 16t.
Segno negativo invece per i trainati, un mercato che registra una diminuzione dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, contando 11.385 immatricolazioni.
Il vero e proprio boom del periodo spetta tuttavia agli autobus (superiori a 3.500 kg), che volano a 5.356 immatricolazioni con un incremento del 34,8%, sostenuti in particolare dalla transizione ecologica dei mezzi urbani e dal forte incremento dei veicoli elettrici puri.
Una precisazione: nel terzo trimestre, il comparto ha visto rallentare il trend positivo rilevato nella prima metà dell'anno.
Le proposte ANFIA per il sostegno alla filiera
Di fronte a questo scenario di transizione, ANFIA torna a sollecitare interventi istituzionali mirati a garantire continuità agli investimenti.Per il settore del trasporto merci, l'associazione chiede la rapida pubblicazione del decreto di riparto delle risorse straordinarie pari a 590 milioni di euro per il quinquennio 2027-2031 (destinate al rinnovo del parco veicolare iscritto al REN), la rimodulazione di accise e pedaggi per premiare le alimentazioni alternative e il rifinanziamento degli incentivi per i VCL.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e turistico, esaurite le risorse del PNRR, si invoca la definizione di un piano strutturalmente stabile di finanziamenti di lungo periodo, un'accelerazione sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica e a idrogeno, nonché una maggiore tutela negli appalti pubblici attraverso l'adeguamento dei prezzi, l'anticipo obbligatorio del 20% sulle forniture e la valorizzazione della produzione Made in EU.




