Articoli | 14 May 2026 | Autore: Manuela Lai

OMP celebra 60 anni di sviluppo: una storia di competenze e visione industriale

Dalla progettazione alla produzione fino al mercato aftermarket: Alessandro Mazzocco ci racconta come OMP ha sviluppato in 6 decenni di attività un modello integrato basato su competenze ingegneristiche e controllo diretto dei processi.

 

Adattarsi ai cambiamenti del mercato, mantenendo salda la propria identità industriale: è questa la traiettoria che OMP Officine Mazzocco Pagnoni ha seguito nei suoi 60 anni di storia. Un percorso di crescita costruito su scelte precise, evoluzione tecnologica e una costante capacità di interpretare le trasformazioni del settore, che oggi si riflettono anche nella struttura e nella strategia dell’azienda.

Alla base di questo sviluppo c’è un modello produttivo fortemente integrato, che combina competenze ingegneristiche, controllo diretto dei processi e una supply chain altamente qualificata.
Una visione industriale che ha permesso a OMP di consolidare il proprio posizionamento sia nel primo impianto sia nel mercato aftermarket, da qualche anno strutturato attraverso una Business Unit dedicata.


In occasione dell’importante anniversario, a raccontare questa evoluzione è Alessandro Mazzocco, responsabile della divisione Aftermarket OMP, che in questa intervista approfondisce le scelte industriali alla base del modello di crescita dell’azienda e l’approccio integrato che unisce primo impianto e aftermarket all’interno della stessa realtà industriale.


In foto: Alessandro Mazzocco, responsabile della divisione Aftermarket OMP,



OMP celebra quest’anno i 60 anni di attività: quali sono i valori e le scelte strategiche che hanno permesso all’azienda di crescere e affermarsi a livello internazionale?
Il percorso di crescita di OMP si fonda su scelte industriali molto precise. In primo luogo, la decisione di concentrare la produzione in un unico plant, che rappresenta il cuore delle nostre attività e garantisce un controllo diretto su qualità e processi.
A questo si affianca una supply chain prevalentemente italiana (e in piccola parte europea) di altissima qualità, composta da partner altamente qualificati e strategicamente vicini, sia dal punto di vista geografico sia culturale.

Un altro elemento chiave è rappresentato dagli investimenti continui sull’ingegnerizzazione del prodotto: progettazione, prototipazione e testing sono aspetti su cui abbiamo costruito un know-how distintivo.
Parallelamente, abbiamo puntato su una forte diversificazione del portfolio clienti per applicazioni, che ci ha permesso di presidiare più segmenti di mercato, rafforzando solidità e competitività.

Queste scelte si riflettono anche nel mercato del ricambio, dove OMP Aftermarket beneficia dello stesso approccio industriale e del medesimo know-how ingegneristico, oltre che delle stesse catene di fornitura e del medesimo sito produttivo. Oggi possiamo affermare che la scelta di creare una business unit dedicata è stata vincente: ha contribuito a rafforzarne l’identità, favorendo lo sviluppo di tool digitali (attualmente in fase di revisione) e l’ampliamento continuo della gamma prodotti.

A livello di valori, il nostro percorso è guidato da un orientamento profondo e costante al cliente e ai suoi bisogni, secondo il principio del “customer first”, dalla capacità di anticipare le evoluzioni del mercato e da una forte attenzione alle persone, vero motore dello sviluppo aziendale.


Dalla vocazione originaria nel ricambio all’affermazione come partner di primo impianto, fino al recente sviluppo della Business Unit OMP Aftermarket: come si integrano oggi aftermarket e OEM nella vostra strategia e in che modo queste due anime si rafforzano reciprocamente?
Oggi aftermarket e primo impianto condividono tutto in termini di processi, tecnologie e infrastrutture, pur mantenendo una distinzione netta a livello commerciale.
È un modello che ci consente di sfruttare sinergie importanti, mantenendo però approcci diversi in funzione dei mercati di riferimento: da un lato i volumi del primo impianto, dall’altro la maggiore marginalità dell’aftermarket, in un equilibrio che rappresenta uno dei punti di forza del nostro modello.

Tutto questo ci permette di accorpare nello stesso plant logiche diverse, in cui il primo impianto lavora su programmazione e volumi, mentre l’aftermarket è guidato da disponibilità immediata, getione dello stock ampiezza di gamma.

Questa doppia anima di OMP rappresenta il nostro punto di forza: puntiamo ad obiettivi diversi, con clienti diversi e di conseguenza su strade operative differenti, utilizzando però gli stessi strumenti, le stesse tecnologie e le stesse procedure industriali.



Guardando all’aftermarket: quali sono oggi le principali direttrici di sviluppo e che ruolo riveste questo canale nella strategia del gruppo?
L’aftermarket è oggi un pilastro sempre più centrale nella nostra strategia. La qualità del prodotto resta un prerequisito imprescindibile, ma le direttrici di sviluppo si stanno progressivamente legando ad obiettivi lontani dal prodotto.
Il nostro obiettivo è costruire partnership solide e durature con il cliente, spostando il focus dalla mera logica transazionale a quella relazionale in termini di partnership. Quando c’è condivisione degli obiettivi, il prodotto smette di essere una commodity e diventa parte di una proposta di valore più ampia.
In quest’ottica, stiamo lavorando alla creazione di un ecosistema di servizi e di programmi di fidelizzazione sempre più mirati, con l’obiettivo di valorizzare il nostro ruolo di specialisti.

A differenza dei grandi distributori generalisti, OMP concentra la propria attività su poche famiglie di prodotto sviluppate internamente.
Questo ci consente di conoscere a fondo ogni componente, dalla progettazione alla produzione, e di offrire ai clienti un livello di assistenza tecnica e di supporto specialistico che i concorrenti non sono in grado di garantire.

Il punto di partenza è vedere il nostro utente target come un unicum nella sua esperienza di acquisto sia essa fisica o digitale. In questo percorso, traiamo spunto anche da dinamiche di mercato già consolidate in altri business, per introdurre logiche di servitisation che gli utenti oggi conoscono e si aspettano.


A un anno dall’ingresso nel gruppo Concentric, quali cambiamenti concreti ha portato l’integrazione nella gestione operativa di OMP?
Il percorso di integrazione è ancora in una fase iniziale. Come già affermato annunciando l’operazione, l’ingresso in Concentric rappresenta per noi un’opportunità importante in termini di sviluppo e posizionamento internazionale, ma è ancora presto per trarre conclusioni operative.
Quello che possiamo dire è che l’integrazione si inserisce in un percorso coerente con la nostra strategia di crescita, mantenendo al centro le competenze distintive che hanno caratterizzato OMP fino ad oggi.


Guardando al futuro, quali saranno le sfide e le opportunità per un’azienda come OMP in un mercato in evoluzione, tra transizione energetica, digitalizzazione e cambiamenti nella manutenzione dei veicoli?
Le sfide saranno molteplici e legate principalmente all’evoluzioni delle logiche di acquisto, sempre più influenzate da modelli già consolidati in altri business, quindi innovativi per l’IAM.

Inoltre un altro elemento “di rottura” è rappresentato dalla crescente concorrenza in ambito aftermarket: in quanto mercato sempre più strategico in termini di marginalità, questo porterà a operazioni di integrazione e acquisizione, con una progressiva riduzione del numero di operatori e del parco clienti.

Le opportunità, però, non mancano. La crescente complessità tecnologica dei prodotti rappresenta per noi un vantaggio competitivo, grazie alla nostra esperienza pluriennale sul campo, difficilmente replicabile e consolidata con cliente OE.
Un’altra opportunità è legata allo sviluppo del business in tutti quei mercati in cui siamo presenti in maniera marginale e che ci offrono le condizioni per fare una adeguata penetrazione di mercato con prodotti consolidati e non.

Un discorso più approfondito va fatto per la digitalizzazione, fattore sfidante e allo stesso tempo opportunità, che è già tra i nostri piani di sviluppo, in quanto la manutenzione dei veicoli verrà sempre più eseguita attraverso strumenti digitali. Un fattore che spinge verso questa direzione è sicuramente l’evoluzione del nostro target di riferimento che sarà sempre più giovane e digitalizzato, raccogliendo il testimone in termini di know how dalla generazione precedente e che sarà sempre più preparato in materia.
Il nostro obiettivo sarà quindi attraverso opportuni servizi e tool quello di conoscere meglio questa nuova audience e instaurare una relazione che permette reciproco scambio di valori lasciando sempre al distributore un ruolo fondamentale nelle operazioni transazionali.
 

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