Articoli | 02 Ottobre 2020 | Autore: Manuela Lai

In Bertocco, l’artigianalità si veste di tecnologia

Ogni prodotto che esce dallo stabilimento Bertocco è il risultato di accurati studi e di una attività di test volta a verificare la e la congruenza tra il progetto iniziale e il risultato ottenuto. Solo così un prodotto può ottenere il marchio Bertocco.

 

Una spirale in cui spiccano tre onde, a formare la lettera “E” della nuova Bertocco Air Truck Technology: già dal rinnovato logo, che porta in se’ il nome e il dna della precedente società, si percepisce l’energia, il dinamismo e la forza di determinazione di chi oggi sta alla guida. Le tre onde rappresentano le tre forze - innovazione, tradizione e ingegno - che spingono la nuova realtà, nata dalla forte specializzazione della storica Bertocco, da cui ha ereditato le competenze in ambito pneumatico.

Focalizzandosi sui componenti degli impianti di frenatura e sospensioni, l’azienda milanese ha mantenuto l’elevato livello qualitativo che da sempre ha caratterizzato il prodotto Bertocco in tutto il mondo, coniugandolo però con un approccio dinamico e flessibile per rispondere alle sfide di un mercato sempre più esigente e competitivo.

Nella spirale del logo, infatti, c’è sintetizzata tutta la volontà di espansione e sviluppo di Bertocco Air Truck Technology e del suo nuovo management, composto da Nadia Bertocco, che ha preso in mano le redini dell’azienda già dall’ottobre del 2012, e da Stefano Dehò, dal 2018 socio e direttore operativo. Li abbiamo incontrati – in piena ripartenza post-Covid – proprio nella sede di Settimo Milanese: un grande stabilimento alle porte di Milano in cui ogni giorno innovazione, tradizione e ingegno si fondono per dar vita a componenti di qualità, capaci di “fermare l’estremamente pesante con l’estremamente leggero”.

Portare nuovamente sul mercato la qualità del prodotto Bertocco: è questa la sfida di Nadia Bertocco, giovane manager che ha gestito la ristrutturazione dell’azienda. Ci può riassumere le tappe che hanno portato alla nascita di Bertocco Air Truck Technology?

Nadia Bertocco:
Come una fenice, Bertocco Air Truck Technology nasce nell’ottobre del 2012 dalle ceneri di Bertocco Air Brake System. Siamo partiti mediante l’affitto del ramo d’azienda specializzata nella parte pneumatica, concentrandoci su quelle famiglie di prodotto strategiche per noi, che sono sempre state il fiore all’occhiello di Bertocco nel mondo. Parliamo quindi di cilindri, valvole, raccordi, giunti e distributori.

La continuità, e quindi le competenze e il know-how, sono stati trasmessi da un gruppo di dipendenti storici, ai quali si sono affiancate nuove figure che hanno portato valore aggiunto in azienda, per un totale di 15 dipendenti in organico. Oltre a loro, ci avvaliamo della collaborazione di aziende satelliti, che si occupano in particolare delle lavorazioni meccaniche e degli assemblaggi, utili per noi soprattutto nei picchi di lavoro.
Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla precedente esperienza, è che per crescere occorre evolvere.

Dal progetto di rebranding a una totale riorganizzazione dell’azienda, l’evoluzione ha visto anche l’ingresso di un nuovo socio. Cosa ha portato in azienda?
Stefano Dehò: Ho sempre lavorato nella consulenza, mettendo a disposizione di altre aziende le mie competenze. Con Bertocco, l’empatia è stata immediata: il progetto mi è piaciuto subito e altrettanto velocemente ho accettato la sfida, entrando in società nell’aprile del 2018. Da quel momento, affianco Nadia come socio e direttore operativo.

Stiamo lavorando insieme per completare la riorganizzazione dell’azienda, concentrandoci soprattutto sull’efficientamento dei processi e quindi sulla loro standardizzazione. Per questo abbiamo unificato sotto un unico capannone le diverse fasi produttive, abbiamo stretto importanti collaborazioni con fornitori locali, stiamo lavorando per valorizzare ulteriormente le specializzazioni già esistenti.
Il percorso non è facile, ma abbiamo tecnici preparati e i migliori macchinari all'avanguardia, per cui guardiamo al futuro con ottimismo.

Non è semplice, visto il mercato molto competitivo in cui operate, ovvero gli impianti frenanti. Qual è la vostra strategia?
Nadia Bertocco: Ammetto che siamo un’azienda piccola che deve competere con colossi. Sul primo impianto e sul ricambio ci muoviamo con fatica, perché i nostri volumi (e quindi i nostri prezzi) non possono essere gli stessi rispetto a chi produce in Polonia o Cina. Noi invece produciamo tutto qui in questo stabilimento. Come detto da Stefano, vogliamo puntare a valorizzare sempre più le nostre specializzazioni: i nostri clienti sanno di trovare da noi un prodotto di qualità, costruito se necessario sulla base delle loro esigenze. Abbiamo una qualità talmente elevata dei nostri articoli, che è capitato che ci venga richiesto  un ricambio di una valvola del 1990.

Come si compone oggi l’offerta e quali sono le direttrici di sviluppo, anche in considerazione dell’evoluzione tecnologica dei moderni autocarri?
Nadia Bertocco: A catalogo abbiamo circa 2.000 referenze, ma la nostra è anche e soprattutto una produzione sartoriale, su misura delle specifiche richieste ed esigenze del cliente, a cui forniamo una completa e tempestiva assistenza. In un anno, arriviamo a disegnare e produrre anche 13.000 componenti.
Nel primo impianto lavoriamo molto bene con i piccoli costruttori, che devono personalizzare gli allestimenti. In questo specifico caso, rispetto ad altri competitor, diamo un valore in più, dato dalla personalizzazione del prodotto e questo ci aiuta a differenziarci e a distinguerci sul mercato. Basti pensare alle valvole: tutte possono essere progettate su specifiche richieste del cliente e avere design ben definiti, e per realizzarle abbiamoanche costruito stampi su misura.
Il nostro obiettivo è continuare sulla via della personalizzazione, perché è in questa nicchia che possiamo giocarci il futuro, rispondendo con flessibilità e velocità alle esigenze del mercato e offrendo tutta la personalizzazione che il cliente richiede.
Parallelamente, nel mercato del ricambio, stiamo lavorando su scala nazionale con i più importanti distributori. È un mercato interessante, da cui deriva il 50% del nostro fatturato, ma possiamo fare meglio. Stiamo infatti puntando maggiormente sui mercati esteri, che vogliamo raggiungere attraverso una rete di distributori locali.

Stefano Dehò: Per quanto riguarda lo sviluppo dei prodotti, stiamo investendo per diversificare la gamma e per soddisfare una platea più ampia di clientela, rispondendo con un prodotto più adatto all’età del veicolo. Per farlo, vogliamo creare due linee: una premium e una seconda linea definita “eco”, più economica ma che porta in sé la qualità Bertocco.
Inoltre, nel prossimo futuro vogliamo riuscire a far parlare le nostre valvole con tutte le componenti elettroniche che entreranno in gioco nell’impianto frenante. È un futuro ancora lontano, soprattutto per quanto riguarda il trasporto merci, ma che si sta avvicinando a grandi passi e noi non dobbiamo farci trovare impreparati.
 
Com’è cambiata la geografia del ricambio, in questo anno caratterizzato dalla pandemia Covid-19?
Stefano Dehò: È stato sicuramente un anno molto particolare. Nei primi due mesi (gennaio e febbraio) abbiamo registrato un +30%, grazie a nuovi clienti - che si rifornivano abitualmente dalla Cina - che hanno deciso di tornare ad acquistare a livello locale, in seguito al rallentamento prima e poi alla chiusura dei mercati asiatici dovuto allo scoppio della pandemia.
La tendenza continua tuttora, perché in generale il mercato cerca maggiore vicinanza al proprio fornitore. Noi dobbiamo essere bravi nel continuare a sviluppare i nostri nuovi prodotti, offrendo componenti di qualità costruiti sia sulle esigenze del cliente, sia provenienti dal nostro ufficio tecnico.
 

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Tags: bertocco sistema frenante vi componenti pneumatici

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