
Parlare di una nuova Partex non è un’esagerazione, alla luce dell’accelerazione impressa dal managing director Felice Dorna Metzger. In questa intervista sveliamo l’ambizioso progetto di sviluppo, avviato con l’ingresso di esperti manager entrati in azienda.
Per Partex, azienda di Venaria Reale (TO) parte del Gruppo Mollebalestra, questo si è concretizzato in una serie di passaggi chiave che negli ultimi mesi ne hanno ridefinito prospettive e ambizioni: l’ingresso di Paolo Baldini e di Michele Bordignon in azienda e nel board, l’avvio di un progetto di sviluppo prodotto e, grande novità sul mercato, la firma di un accordo di distribuzione in esclusiva destinato a lasciare il segno.
In questo contesto, parlare di una nuova Partex non è un’esagerazione, visto l’importante accelerazione voluta e impressa da Felice Dorna Metzger, dal 1998 alla guida del Gruppo Mollebalestra. Non si tratta infatti di un semplice ampliamento di organico e di gamma, ma di un vero cambio di passo.
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Baldini, figura di riferimento del settore, rappresenta il perno attorno al quale prende forma una strategia più ampia, che punta a trasformare l’azienda da specialista delle sospensioni a player con un’offerta sempre più completa.
All’interno di questo percorso, l’ingresso in gamma delle molle ad aria a marchio Goodyear in esclusiva per l’Italia segna un ulteriore salto di livello, proiettando l’azienda in una fascia di mercato ancora più alta.
L’incontro nello storico stabilimento di Venaria con i protagonisti di questa evoluzione è stata l’occasione per conoscere da vicino una realtà dinamica e fortemente orientata allo sviluppo, guidata da un management eclettico e profondamente radicato nel settore, e per approfondire strategie, visione e nuovi progetti dell’azienda.
In foto: il managing director di Partex, Felice Dorna Metzger, e Paolo Baldini, intervistati da Manuela Lai.
Partex sta vivendo una fase di forte trasformazione. Da dove nasce questo nuovo corso?
FDM: Come recita il nostro claim “Go Strong”, Partex ha intrapreso un percorso di accelerazione, che segna l’avvio di una nuova fase strategica. Un percorso che nasce in modo quasi spontaneo, ma su basi molto concrete, e che prende forma da una lettura molto chiara del mercato e dalla necessità di rispondere in modo più strutturato a un settore in continua evoluzione.
Oggi l’aftermarket richiede una gamma sempre più ampia e Partex raccoglie questa sfida. La nostra scelta è chiara: non vogliamo diventare un distributore generalista, ma un partner in grado di offrire valore reale al mercato. Il nostro posizionamento resta quello di un’azienda con solide competenze tecniche, una base produttiva e una forte capacità progettuale.

Lo dimostra la certificazione IATF 16949, che ci consente di offrire prodotti e progetti al Primo Impianto, rafforzando ulteriormente la nostra credibilità industriale. L’obiettivo è svilupparsi con coerenza lungo una traiettoria precisa e sostenibile.
In questo percorso, l’ingresso di manager competenti e apprezzati come Baldini e Bordignon ha rappresentato un ulteriore acceleratore. Professionisti con esperienza, relazioni e visione strategica che stanno contribuendo a strutturare quella che, a tutti gli effetti, è una nuova fase di Partex.
Quanto incidono le persone e le competenze interne in questa fase di evoluzione?
FDM: Il valore delle persone è centrale, soprattutto in una fase come questa. Paolo, nel suo ruolo di sviluppo prodotto e relazioni con i fornitori, porta in Partex un’esperienza solida e una profonda conoscenza del settore. È una figura che, per storia e competenza, rappresenta un riferimento nel mercato e sta contribuendo in Partex a dare struttura questa nuova fase.
Con Michele Bordignon il progetto assume anche una dimensione più ampia. La sua esperienza e il suo network ci consentono di guardare oltre i confini nazionali, con l’obiettivo di portare l’azeinda su mercati internazionali.
Quali sono le principali direttrici del progetto su cui state lavorando?
PB: Il progetto parte da un’esigenza concreta: completare e strutturare in modo più ampio la nostra offerta. L’azienda è storicamente riconosciuta come specialista nelle sospensioni, ma oggi il mercato chiede interlocutori in grado di coprire più famiglie prodotto.
Il lavoro si concentra quindi su un ampliamento progressivo della gamma, a partire da tre linee: specchi (carrozzeria), fanaleria (light division) e parte frenante. Siamo solo all’inizio: l’idea è costruire progressivamente una gamma sempre più completa.
Parallelamente, continuiamo a rafforzare il nostro core business, attraverso un approccio sistemico: non vendiamo solo il singolo componente, ma l’intero sistema, dalla balestra alla sospensione completa.

Il successo di un prodotto passa dal suo posizionamento. Come si traduce in Partex?
FDM: È un approccio fatto di scelte precise. Prendiamo l’esempio degli ammortizzatori: abbiamo strutturato una gamma completa, con tre linee – Cabin, Original e Bus – a cui si aggiunge il nostro top di gamma, ben identificato dalla dicitura Special Plus e ben riconoscibile dal colore rosso.
Su questo prodotto abbiamo lavorato molto, introducendo soluzioni come l’utilizzo di olio Bardahl all’interno dell’ammortizzatore, che rappresenta un elemento distintivo in termini di performance e affidabilità. Anche il packaging è stato rivisto, perché crediamo che il prodotto debba comunicare qualità in ogni dettaglio.
La stessa logica vale per tutte le nuove linee: non ci interessa entrare sul mercato con prodotti standard, ma https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/foto_special_plus.jpg
Ed è proprio su questa logica che si inserisce una delle novità più rilevanti, legata al ritorno di un marchio di grande valore in Europa. Ce ne può parlare?
PB: Si tratta di un accordo che rappresenta per noi un passaggio significativo, perché introduce nel nostro portafoglio un marchio di riconoscibilità globale nel segmento delle sospensioni pneumatiche. Parliamo di Goodyear, che torna in Europa e che sarà distribuito in Italia in esclusiva da Partex.

Non si tratta quindi semplicemente di ampliare il catalogo, ma di portare in distribuzione un brand che rappresenta un riferimento assoluto a livello internazionale, con un posizionamento di vertice nelle sospensioni pneumatiche.
Come nasce la partnership?
MB: L’operazione nasce all’interno di un contesto internazionale che ha visto Infinity, struttura industriale collegata a Goodyear per le sospensioni pneumatiche, acquisire in Turchia una delle realtà produttive più importanti del comparto, creando una nuova piattaforma industriale dedicata a questo business.
Va precisato che Goodyear, negli Stati Uniti, è già un riferimento assoluto in questo settore, mentre in Europa aveva perso visibilità negli anni.
L’obiettivo oggi è rientrare con forza sul mercato, attraverso un modello distributivo molto chiaro: un partner esclusivo per ciascun Paese.
La scelta per l’Italia è ricaduta su Partex, anche grazie a una rete di relazioni industriali e commerciali già attive nel comparto, che ha facilitato l’incontro tra le parti.
Come si integra la gamma Goodyear con gli altri marchi presenti a catalogo?
PB: L’integrazione è uno degli aspetti più interessanti del progetto.
Oggi possiamo offrire tre livelli distinti: GART, che rappresenta l’eccellenza tutta italiana, sinonimo di artigianalità; SP Super Partex, il nostro marchio di alta qualità e convenienza; e ora Goodyear, che porta un posizionamento globale di altissimo livello.
Questo ci consente di rispondere a esigenze diverse, mantenendo però una linea comune: qualità elevata e controllo del prodotto. Non è una logica di prezzo, ma di posizionamento e di valore.
In questo scenario di pluralità di brand, che ruolo gioca la distribuzione?
FDM: La distribuzione resta centrale, ma sta evolvendo. Oggi il rapporto con l’officina passa molto dal distributore e in alcuni casi dal ricambista, che ha un accesso diretto e spesso più efficace al cliente finale.
Per questo stiamo lavorando su due livelli. Il primo riguarda il rafforzamento del rapporto con i partner distributivi, un’attività già avviata e centrale nella gestione quotidiana del business.

Il secondo è un percorso che stiamo costruendo e che riguarda la comunicazione verso le officine: l’obiettivo è far conoscere il marchio Partex anche al meccanico, che spesso utilizza il prodotto senza avere consapevolezza di chi c’è dietro.
L’ampliamento della gamma implica anche una crescita organizzativa. Come vi state strutturando?
FDM: La crescita dei prodotti si riflette inevitabilmente sulla struttura. Abbiamo un magazzino importante a Leinì, di circa 6.000 metri quadrati, che stiamo ulteriormente ampliando.
Abbiamo già introdotto sistemi di stoccaggio verticale e ne stiamo installando altri, proprio per gestire in modo efficiente l’aumento delle referenze. È un investimento necessario per sostenere lo sviluppo e garantire servizio.
Possiamo dire che è nata una ‘nuova Partex’?
FDM: Sì, è una definizione che rende l’idea. L’ingresso di nuove figure nel board, l’ampliamento della gamma, le nuove partnership: sono tutti elementi che segnano un cambio di passo.
Ma la direzione resta chiara: crescere mantenendo qualità, competenza e identità. È questo che ci permette di guardare al futuro con ambizione.



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