
Il rally più impegnativo del mondo si è chiuso dopo 13 tappe e circa 8.000 km, confermandosi un vero banco di prova per camion, equipaggi e componenti meccaniche, messi a dura prova dalle condizioni più estreme del deserto.
Dal 3 al 17 gennaio 2026, i mastodontici truck hanno affrontato una delle maratone più dure e faticose sugli spettacolari scenari desertici dell’Arabia Saudita, in una gara che ha messo alla prova non solo la velocità e la capacità di navigazione degli equipaggi, ma anche l’affidabilità dei camion e dei loro componenti, fondamentali per resistere alle condizioni estreme del deserto.
La corsa: numeri, terreno e percorso
La Dakar 2026 si è snodata su quasi 8.000 km totali, con circa 4.900 km di speciali cronometrate tra piste sabbiose, letti di fiumi asciutti, tratti rocciosi e dune di sabbia, che hanno messo alla prova velocità, resistenza e navigazione degli equipaggi.La categoria camion ha visto gli equipaggi affrontare 13 tappe su terreni estremamente variabili: da piste veloci e piatte a tratti insidiosi di sabbia soffice e rocce affilate, dove strategia, gestione dei mezzi e affidabilità meccanica hanno fatto la differenza.
Il podio dei titani
Al termine della maratona desertica, la vittoria nella categoria camion è andata a Vaidotas Žala, alla guida del suo Iveco Powerstar del Team De Rooy FPT, equipaggiato con il motore Cursor 13, protagonista di una gara dominata dall’affidabilità e dalle prestazioni in condizioni estreme.
Grazie alla sua tecnologia avanzata, il propulsore ha garantito le prestazioni necessarie per conquistare il deserto, affrontare tratti off-road ad alta velocità e superare gli scenari più impegnativi, affermandosi come la scelta strategica per spingere ogni limite in gara.
Con un equilibrio perfetto tra velocità e gestione delle difficili condizioni di gara, Žala ha saputo controllare la corsa e gestire la pressione degli avversari fino all’ultimo chilometro, conquistando il gradino più alto del podio in una delle Dakar più combattute degli ultimi anni.
Completano il podio: Aleš Loprais (Instatrade Loprais Team De Rooy FPT) e Mitchel van den Brink (Eurol Rallysport).
Un team tutto al femminile nella Dakar Classic 2026
Tra le pagine più emozionanti della Dakar spicca la partecipazione di Rachele Somaschini, pilota lombarda del primo equipaggio italiano interamente femminile nella categoria camion Classic, alla guida di un camion storico: un Mercedes-Benz Unimog 435 del 1988 preparato da Tecnosport Rally.
Un sogno diventato realtà, con il team ha conquistato la 40esima posizione assoluta e la quinta nella classifica camion della Dakar Classic, entrando così nella storia della competizione.
La partecipazione di Rachele Somaschini va oltre lo sport, essendo legata al progetto #CorrerePerUnRespiro, a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica e della sensibilizzazione del pubblico.
Al fianco della pilota, FIAMM Energy Technology ha supportato l’impresa, fornendo batterie e soluzioni tecniche, unendo innovazione, determinazione e solidarietà, come sintetizza il motto del progetto: “L’energia FIAMM corre nel deserto con il primo team italiano al femminile su camion alla Dakar.”



