News | 20 Marzo 2020 | Autore: Redazione

Anfia fotografa il mercato veicoli industriali: riflessioni per evitare ulteriori flessioni

È alta la preoccupazione espressa da Anfia per gli impatti dell’emergenza Coronavirus sulla produzione e sul mercato dei veicoli industriali, anche alla luce della sospensione delle attività delle motorizzazioni provinciali.


 

Seppur non significativi nell’evoluzione dello scenario derivante dall’emergenza in corso, Anfia ha diffuso oggi i numeri del mercato a febbraio 2020: veicoli trainati -23,8%; autocarri +9,7%; autobus: +19,9%.
Fatta eccezione per il comparto dei rimorchi e semirimorchi, finalmente compaiono i primi segni più, dopo mesi di rallentamento del mercato, ma la fotografia di febbraio rappresenta una situazione non più attuale, vista la realtà completamente stravolta dall’emergenza Coronavirus.


Infatti, tutto il settore produttivo dei veicoli industriali, come sottolinea Anfia nel suo comunicato, si appresta ad affrontare le gravi conseguenze derivanti dalla gestione di questa emergenza, tra rallentamenti della produzione, chiusura di alcuni stabilimenti e blocco dell’iter di immatricolazione derivante dalla sospensione delle attività del personale delle motorizzazioni provinciali.

Gli stop che non giovano al mercato

Anfia evidenzia che il ripristino delle attività di verifica e prova è fondamentale per il tessuto produttivo nazionale, essendo queste attività attuabili nel rispetto delle disposizioni governative sul contenimento della diffusione dell’epidemia.
Altrettanto prioritaria, al fine di incoraggiare la prosecuzione della produzione e di preparare la necessaria ripresa del mercato, è la rapida attuazione delle misure di supporto agli investimenti da parte delle imprese di autotrasporto, impiegando le risorse già stanziate dal decreto legge fiscale (12,9 milioni di euro) e dalla Legge di Bilancio 2020 (circa 50 milioni di euro).

GDO ed e-commerce: un trend in controtendenza

Nielsen ha rilevato che nella settimana dal 2 all’8 marzo le vendite della grande distribuzione organizzata sono cresciute dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2019 a parità di negozi e l'e-commerce di prodotti alimentari dell’82,3%.

Eventuali restrizioni al trasporto di merci e passeggeri per motivi di salute pubblica devono essere comunicate alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri in modo tempestivo e prima di essere attuate.

Chiusura dei confini UE: quali impatti sul mercato?

L'emergenza coronavirus sta avendo un impatto preoccupante sul comparto del trasporto merci, le cui difficoltà si ripercuotono anche sulla filiera produttiva a causa delle mancate – o ritardate – consegne dei relativi prodotti e degli ostacoli all’approvvigionamento.
La paura del contagio ha reso difficile il traffico delle merci da e per il nostro Paese, complici i blocchi e le lunghe procedure di controllo alle frontiere, anche tra Paesi dell’UE, a cui si aggiunge un’eccessiva dipendenza da vettori e conducenti stranieri, alcuni dei quali, data la situazione, sono addirittura arrivati a rifiutarsi di lavorare in Italia.

Intanto, la chiusura dei confini esterni dell’UE proposta dalla Commissione europea è stata accolta con favore, pochi giorni fa, dai leader dei 27 Paesi riuniti in videoconferenza.
Quando ogni Paese l’avrà messa in atto, saranno vietati i viaggi non essenziali verso l'UE, per un periodo iniziale di 30 giorni.

All’interno dell’Unione, invece, stando alle "Linee guida per le misure di gestione delle frontiere” emanate dall’UE qualche giorno fa, gli Stati membri devono preservare la libera circolazione di tutte le merci e soprattutto garantire la catena di approvvigionamento di prodotti essenziali (medicinali, attrezzature mediche, prodotti alimentari essenziali e deperibili, animali vivi) per soddisfare le esigenze sociali, anche rafforzando i nodi di trasporto secondo necessità, designare corsie prioritarie (corsie verdi) e considerare l’eventuale annullamento dei divieti di transito esistenti nel fine settimana.

Febbraio e il trend del primo bimestre: dati Anfia

I numeri del mercato, certamente non significativi nell’evoluzione dello scenario derivante dall’emergenza in corso, mostrano un trend negativo nei primi due mesi del 2020, sia per gli autocarri sia per i veicoli trainati, ma mentre per i primi nel secondo mese dell’anno si è assistito a un recupero, per i secondi il bimestre si chiude con una pesante flessione a doppia cifra.

Sono infatti 4.013 i libretti di circolazione di nuovi autocarri rilasciati a gennaio-febbraio 2020, l’1,2% in meno dello stesso periodo del 2019, mentre nel mese di febbraio ammontano a 1.931 (+9,7% rispetto a febbraio 2019).

Diversa la situazione per rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg, con 2.187 libretti di circolazione rilasciati nel primo bimestre 2020, ovvero ben il 20,6% in meno rispetto a gennaio-febbraio 2019. A febbraio 2020, sono stati rilasciati 1.038 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti(-23,8%), suddivisi in 76 rimorchi(-38,7%) e 962 semirimorchi (-2,3%).

In riferimento alla tipologia, i trattori stradali rappresentano il 52% del totale dei libretti rilasciati, in calo del 2,3%, mentre gli autocarri rigidi, che sono il 48%, risultano allineati ai volumi di un anno fa. Il mercato dei cava-cantiere conta 323 rilasci di libretti di nuovi autocarri, l’8% del mercato, con un incremento di 39 unità. Quest’ultimo è un comparto in ripresa che, purtroppo, con l’attuale interruzione di buona parte delle attività di costruzione dovuta all’emergenza sanitaria – in Italia laddove non si riescano ad applicare i necessari protocolli di sicurezza per impedire la diffusione del contagio – probabilmente subirà un rallentamento nei prossimi mesi.

Guardando alle alimentazioni, sono 291 i nuovi autocarri sulla strada che hanno trazione ad alimentazione alternativa, il 7,25% del mercato, di cui 169 a GNL, 106 a metano e 16 ibridi (gasolio/elettrico). I veicoli a gas offrono un'alternativa pulita e sostenibile al diesel, rappresentando una tecnologia avanzata che contribuisce al miglioramento della qualità dell'aria e della vita, con emissioni minime e una significativa riduzione del rumore.
Essendo i carburanti più ecocompatibili per i motori a combustione interna, gas naturale e biogas riducono notevolmente le emissioni di CO2 (fino al 95% con l'uso del biometano).
Questi veicoli beneficiano di incentivi statali e agevolazioni fiscali.

IVECO, dopo aver costruito 25.000 motori a gas e percorso oltre un miliardo di chilometri su strada dal 1996, è il costruttore leader in Europa di veicoli commerciali a gas naturale.

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