News | 09 Ottobre 2019 | Autore: Redazione

Cronaca di un tracollo annunciato: a settembre il mercato dei veicoli industriali perde il 23%

Il crollo di settembre non si discosta molto da quello registrato nei due mesi precedenti. Come sostiene Unrae: “Senza strategie concrete e risorse certe nessun impulso al rinnovo del parco”.

 

È un brusco arresto, quello registrato dal mercato dei veicoli industriali. Tre mesi consecutivi contrassegnati da un pesante crollo delle immatricolazioni. E le previsioni per la fine dell’anno potrebbero addirittura peggiorare. Lo dice Unrae, l’associazione delle Case estere, che ha diffuso le prime stime relative al mese di settembre.

Sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Centro Studi e Statistiche di Unrae registrato a settembre un andamento decisamente negativo sullo stesso mese del 2018. I veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate perdono una quota pari al 23% (1.148 unità contro 1.490). Dello stesso valore la caduta del comparto dei veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore a 16 tonnellate, che cede il 23,3% a settembre 2019 su settembre 2018 (934 unità immatricolate contro 1.217).

Nei primi nove mesi dell’anno la flessione è del 6,3% per i veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate (17.751 unità verso 18.942), e del 6,6% per quelli uguali o maggiori alle 16 tonnellate (14.298 contro 15.309).


Il commento di Franco Fenoglio

“Alla fine dello scorso mese di giugno - commenta Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae - abbiamo annunciato il brusco arresto che stava subendo il mercato dei veicoli industriali, prevedendo che il 2019 potesse concludersi con un calo consolidato del 5% rispetto all’anno precedente. A oggi, siamo costretti a rivedere in negativo questa previsione. Se la promessa di avviare l’iter per la presentazione delle domande di finanziamento a valere sul Decreto investimenti 2019 entro la fine dell’anno non sarà mantenuta, potremmo trovarci infatti a una contrazione ben maggiore”.

Mentre ci si lancia in vaghe affermazioni sulla necessità di attuare una politica verde sempre più avanzata, nessun progetto indica in quale modo si possa realisticamente ottenere un significativo rinnovo del parco circolante, la cui anzianità media continua intanto a crescere. Siamo al paradosso: mentre i Costruttori vengono stressati per realizzare prodotti tecnologicamente sempre più sofisticati, che rispondano a standard estremi in termini ambientali e di sicurezza, il 61,7% dei veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5t circolante in Italia è ante Euro IV. Siamo in presenza di un parco circolante tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di 13,8 anni”.

È una situazione drammatica, sia dal punto di vista della sicurezza che della sostenibilità. L’autotrasporto di merci è uno snodo essenziale dello sviluppo economico. Dunque, la diffusione di veicoli di nuova generazione deve essere promossa con decisione a tutti i livelli da tutte le rappresentanze dei settori interessati".

E non dimentichiamo - conclude Fenoglio - che il comparto di costruzione, distribuzione e assistenza dei veicoli industriali si dimostra quotidianamente un vero e proprio serbatoio di occupazione qualificata. Un serbatoio che purtroppo si sta pericolosamente svuotando, davanti alla carenza, nei prossimi anni, di circa 20.000 conducenti e oltre 5.000 tecnici specializzati. Mentre tentiamo di promuovere una formazione adeguata di giovani da indirizzare verso le aziende del comparto, dobbiamo ribadire che il lavoro in questo settore è ormai ben lontano dagli stereotipi negativi dai quali dobbiamo allontanare definitivamente l’opinione pubblica, ancora vittima di una informazione manipolata e distorta”.

 

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