News | 14 Luglio 2017 | Autore: Redazione

Mezzi pesanti: la crescita del mercato frena ancora a giugno

Nonostante la frenata, è comunque buona la chiusura del semestre per il mercato degli autocarri (+21,5%) e dei rimorchi e semirimorchi pesanti (+22,5%), così come degli autobus (+49,6%).
 

ANFIA ha pubblicato i dati delle nuove immatricolazioni di veicoli industriali (autocarri e autobus) e di veicoli trainati relativi al mese di giugno 2017. Stando alle rilevazioni, sono stati rilasciati 2.047 libretti di circolazione di nuovi autocarri (+4,2% rispetto a giugno 2016) e 1.137 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (+4,6%), suddivisi in 166 rimorchi (+39,5%) e 971 semirimorchi (+0,3%).

Se analizziamo l’intero semestre gennaio-giugno 2017, sono stati rilasciati circa 12.279 libretti di circolazione di nuovi autocarri, il 21,5% in più dell’analogo periodo del 2016, e 8.891 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (+22,5% su gennaio-giugno 2016), così ripartiti: 815 rimorchi (+39,6%) e 8.076 semirimorchi (+21%).
Quello che va rilevato è il brusco rallentamento della crescita del mercato autocarri, frutto di un primo trimestre in crescita a doppia cifra (+42% a gennaio-marzo) e di un secondo semestre dalla crescita più contenuta (+5% ad aprile-giugno).

A tal proposito, Franco Fenoglio, Presidente della sezione veicoli industriali di UNRAE, (Associazione delle case automobilistiche estere), sottolinea che “I dati evidenziano un rallentamento delle immatricolazioni. … In particolare i dati di maggio, e ora quelli di giugno, mandano un segnale di attenzione, che conferma come – nei periodi di aspettativa di nuovi provvedimenti di sostegno – la domanda manifesti una tipica situazione di rinvio della decisione di acquisto”.
L’attuale situazione politica ed economica del sistema Italia, insieme con le notizie circa la possibilità che alcuni sostegni economici al settore, come il super-ammortamento, non vengano rinnovati, contribuiscono a creare un clima di incertezza che deprime la domanda. A dare fiducia non concorrono neppure le attività in corso a livello europeo in merito alla revisione complessiva delle norme sull’autotrasporto, che presentano talune criticità già denunciate dalle associazioni di settore.
Un rallentamento significativo del mercato – prosegue Fenoglio – allontanerebbe inoltre il raggiungimento delle condizioni di sostenibilità ambientale da tutti ritenute ormai necessarie. D’altra parte, il comparto della logistica e dei trasporti è legato strettamente all’andamento economico del paese e alle variazioni del suo prodotto interno. Se in un sistema produttivo non decolla la domanda di beni, rimane depressa per conseguenza anche la domanda di trasporto; eppure il contributo economico del settore dovrebbe far riflettere il Decisore Pubblico”.
Stiamo attraversando una fase riflessiva – conclude Fenoglio – e ci sono in gioco troppe variabili che non consentono al momento di avanzare previsioni attendibili circa la chiusura dell’anno in corso”.

 

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