News | 21 Dicembre 2018 | Autore: Redazione

Continua l’altalena del mercato degli autocarri: dopo un ottobre su, novembre segna un meno

Secondo i dati diffusi da Anfia lo scorso ottobre, il decimo mese dell’anno si era chiuso con un +10,9% per il comparto degli autocarri con ptt superiore a 3.5 t. I dati di novembre, invece segnano un -9,5%. Il bilancio da inizio anno è comunque positivo.

 

ANFIA ha pubblicato i dati delle nuove immatricolazioni di veicoli industriali (autocarri e autobus) e di veicoli trainati relativi al mese di novembre, che non fanno che avvalorare quanto anticipato da Unrae: il trend nei primi 11 mesi dell’anno rimane positivo, ma si confermano i segni negativi rispetto a novembre del 2017.
Come sintetizzato dall’associazione della filiera automotive, il contesto industriale rimane critico. Segnali positivi, invece, emergono dal mercato degli autobus, che avanza a ritmo sostenuto. Buona, seppur meno sostenuta, la crescita delle alimentazioni alternative degli autocarri. 
Ma vediamo nel dettaglio tutti i dati.

Mercato autocarri e veicoli trainati

A novembre 2018, sono stati rilasciati 1.999 libretti di circolazione di nuovi autocarri (-9,5% rispetto a novembre 2017) e 1.153 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (-19%), suddivisi in 100 rimorchi (-23,1%) e 1.053 semirimorchi (-18,6%).
Per gli autocarri si conferma, comunque, un trend positivo nei primi undici mesi del 2018: 23.338 libretti di circolazione, l’8,1% in più del periodo gennaio-novembre 2017. 
Segno negativo, invece, per i veicoli trainati nel progressivo 2018: 14.524 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, l’1,8% in meno rispetto all’analogo periodo del 2017, così ripartiti: 1.369 rimorchi (-3,9%) e 13.155 semirimorchi (-1,5%).

Focus sul GNL

Da segnalare che, tra le alimentazioni alternative, il GNL detiene la quota maggiore, con il 2,7% sul totale nei primi 11 mesi del 2018, anche grazie alla filiera industriale italiana del gas naturale che da anni crede nelle potenzialità di questo carburante. 
Come si legge nel comunicato stampa di Anfia: “Ad oggi circolano sulle strade 1.000 autocarri alimentati a GNL, il 93% Iveco, grazie a una nuova gamma di veicoli che colpisce nel segno il mercato dei trasporti a lunga distanza, arrivando a offrire un'autonomia record fino a 1.600 km.
La rete italiana dei distributori di GNL dedicati ai veicoli pesanti continua, inoltre, a crescere, raggiungendo i 35 distributori attualmente in funzione, mentre nuove aperture sono previste nei prossimi mesi (circa 25 nuovi distributori in progetto)1. Pur essendo maggiore la concentrazione di stazioni nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto), il baricentro dello sviluppo si sta spostando verso il Centro (Emilia Romagna, Marche), e anche il Sud Italia inizia a vantare numerose stazioni, con alcune strutture come Nola, Salerno e Brindisi. Tra le più recenti aperture si segnalano: Beinasco (TO), la prima stazione in assoluto in provincia di Torino, San Bonifacio (VR), Porcari (LU) e Pesaro. È già in corso anche l’allestimento di un nuovo distributore GNL a Brescia, che sarà attivo a partire dalla primavera 2019
”.

Mercato autobus: il buio oltre la crescita

Il mercato degli autobus con ptt superiore a 3.500 kg, nel mese di novembre registra 362 nuove unità, riportando un incremento del 54,7%. Nel mese, si registra una sostenuta crescita per gli autobus adibiti al TPL (+118,4%) e per gli autobus e midibus turistici (+15,4%), mentre registrano una flessione i minibus (-6,8%) e gli scuolabus (-16%).
Nel progressivo da inizio 2018, sono stati rilasciati 4.299 libretti di autobus contro i 3.074 di gennaio-novembre 2017 (+39,9%).
Nel periodo gennaio-novembre 2018 tutti i comparti hanno segno positivo, ad eccezione dei minibus, in lieve calo (-0,2%): +94,7% per gli autobus adibiti al TPL, +1,8% per autobus e midibus turistici e +11,8% per gli scuolabus, rispetto ai primi undici mesi del 2017.

Il mercato degli autobus porta a casa un chiaro segno positivo, ma il settore industriale italiano sta attraversando di nuovo un momento buio. Come evidenzia Anfia, ci sono due aspetti da considerare: da una parte “si è lavorato intensamente in questi anni per supportare il riposizionamento competitivo di un settore storico del nostro Paese che, vivendo di commesse pubbliche, era praticamente scomparso a causa della prolungata assenza di politiche strutturali sul trasporto pubblico. L’attenzione politica sul settore è tornata alta, c’è finalmente un piano pluriennale di rinnovo del vetusto parco circolante. 
Dall’altra parte, però, tutto il settore segue con attenzione le vicende che ruotano attorno agli stabilimenti di Bologna e Flumeri (Avellino) di quella che è considerata l’industria nazionale degli autobus. A tal proposito, Anfia si auspica che “la produzione in Italia non muoia del tutto e che si trovi al più presto una soluzione per salvare gli stabilimenti di Industria Italiana Autobus”, finita in mano alla turca Karsan Otomotive, che ha rilevato il 70% della realtà industriali nata a gennaio 2015 dalle ceneri degli storici marchi Irisbus e Bredamenarinibus.


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