News | 25 Luglio 2018 | Autore: Redazione

Il 59,1% degli autocarri è di categoria Euro 3 o inferiore

È ancora elevato il numero di autocarri vecchi e più inquinanti: in Italia solo il 40,9% dei mezzi pesanti in circolazione è di categoria Euro 4 o superiore.

 

Sulle strade italiane circolano ancora moltissimi autocarri troppi vecchi e inquinanti. Lo sapevamo già, ma Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), con il suo ultimo studio, evidenzia ulteriormente il cattivo stato di salute dei mezzi pesanti in circolazione.
I dati contenuti nell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile (elaborazione sulla base di dati Aci), mostrano che al 31 dicembre 2017 solo il 40,9% del parco circolante di autocarri per trasporto merci è di categoria Euro 4 o superiore, cioè è costituito da veicoli immatricolati dopo il 2006 e quindi dotati dei più recenti dispositivi per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e nocive. Il restante 59,1% è rappresentato da autocarri Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3, veicoli dunque con più di 12 anni di età e che quindi sono caratterizzati da livelli di inquinamento piuttosto lontani dai modelli di più recente produzione.
I dati, inoltre, ci dicono che in Italia meno della metà del parco circolante è di categoria Euro 4 o superiore (il 40,9%): nello specifico, gli autocarri Euro 4 sono il 19,3%, gli Euro 5 il 14,4% e gli Euro 6 solo il 7,2%.

Nella sua nota ufficiale, Airp sottolinea che “È del tutto evidente la necessità di rinnovare in misura molto significativa il parco circolante a beneficio dell’ambiente, ma anche della sicurezza. Sebbene le immatricolazioni di nuovi autocarri siano in crescita, è difficile pensare che l’intero parco circolante datato possa essere sostituito in tempi brevi. Ma non è solo attraverso il ricambio dei mezzi in circolazione che si possono rendere più sicuri e più ecocompatibili i trasporti su strada.
 
Composizione percentuale del parco circolante italiano di autocarri (*) per categoria Euro al 31/12/2017
 
 Categoria Euro % sul totale 2017
Euro 0 18,0
Euro 1 7,0
Euro 2 14,1
Euro 3 20,0
Euro 4 19,3
Euro 5 14,4
Euro 6 7,2
Per raggiungere questi obiettivi è possibile mettere in atto una serie di accorgimenti e comportamenti virtuosi, come ad esempio sottoporre periodicamente gli autoveicoli, e in particolare quelli più datati, alle revisioni obbligatorie per legge, agli interventi di manutenzione e ai controlli sullo stato di usura e della pressione di gonfiaggio dei pneumatici, che hanno una notevole influenza sul consumo di carburante di un veicolo e sulle sue emissioni di CO2”.


Inoltre, una soluzione eccellente per migliorare l’impatto ambientale di tutti gli autoveicoli, sottolinea Airp, è l’utilizzo di pneumatici ricostruiti.
La ricostruzione dei pneumatici, infatti, è un’attività dalle forti valenze ecologiche in quanto consente non solo di abbattere in maniera consistente le emissioni di CO2 rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo, ma anche di allungare la vita ai pneumatici usati e di ridurre in modo considerevole il flusso del loro smaltimento nell’ambiente.
Il tutto, naturalmente, garantendo i massimi standard di sicurezza poiché i pneumatici ricostruiti sono sottoposti agli stessi testi di efficienza e durata dei pneumatici nuovi prima di essere immessi sul mercato.


Fonte: elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp su dati Aci
(*) veicoli industriali leggeri, veicoli industriali pesanti, autoveicoli per trasporti specifici e per uso speciale


 

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Tags: airp mercato autocarri circolante VI

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