Articoli | 16 Maggio 2019 | Autore: Manuela Lai

​I progetti di crescita di PDA, per valere anche sul mercato truck

Non basta esserci sul mercato, bisogna contare, nel senso di valere. Una frase che riassume il senso di stare insieme dei soci del consorzio PDA, una realtà che ha ancora tanta voglia di crescere.

 

Che fosse un progetto forte, con tanta determinazione nel superare le sfide, lo dimostra il fatto stesso che nasce in un periodo tutt’altro che facile. Era il 2009, secondo anno di crisi ormai conclamata di tutta l’economia mondiale, quando in Italia fa in suo ingresso sulla scena aftermarket auto e truck un nuovo player, un consorzio, il Progetto di Distribuzione di ricambi Automotive, PDA.

Il volto - di allora e di oggi - del consorzio è il suo direttore commerciale Claudio Santin, che per festeggiare nel migliore dei modi il decimo anno di attività del network ha portato un regalo importante, cui ne beneficeranno i 35 soci che compongono il gruppo (di cui 7 in ambito truck): la sigla del nuovo accordo su scala nazionale con Groupauto Italia Holding, che si traduce in un accordo a livello internazionale con Groupauto International.
Entrare a far parte di questa realtà è parte di una strategia che si integra perfettamente nello spirito costruttivo di questo gruppo e della situazione che stiamo vivendo”, ha commentato Santin. E lo spirito del consorzio è proprio quello di condividere obiettivi per crescere insieme. Con lui abbiamo parlato di crescita e progetti futuri, senza dimenticare i dieci anni già trascorsi.

Ad Autopromotec il Consorzio PDA festeggerà il decimo anniversario dalla sua fondazione. Qual è il bilancio di questa prima decade?
Sono stati 10 anni di crescita continua, a tratti altalenante, in cui siamo passati da un fatturato iniziale di 16 milioni ai 200 milioni di oggi; solo negli ultimi 5 anni il fatturato è quintuplicato. Non posso affermare che tutto sia andato liscio: i momenti di difficoltà ci sono stati, tra cui l’esclusione di alcuni soci che non seguivano la progettualità del consorzio. Ma oggi, con un pizzico di orgoglio, posso affermare di avere una delle più belle reti commerciali presenti in Italia, composta da 35 aziende e 61 magazzini.


Come si immagina invece il consorzio fra un paio d’anni? Quali sono i futuri scenari di sviluppo?

Il consorzio deve andare verso una soluzione unica, cioè diventare un’entità con un nome solo, un’unica realtà con una copertura completa del mercato a livello nazionale, sia in ambito auto sia truck.
E un primo passo in questa direzione lo stiamo compiendo, con l’avvio a breve della fatturazione centralizzata.
È solo uno dei progetti che stiamo sviluppando e che vedranno la luce nella seconda parte dell’anno.


Quali sono invece gli sviluppi a livello di copertura nazionale? E’ previsto un ulteriore ampliamento nel numero di soci?
La copertura nazionale è pressoché completa, grazie anche alla presenza nel consorzio di importanti distributori con molteplici filiali dislocate sul territorio, ma non sono ancora pienamente soddisfatto. Ci sono ancora spazi liberi, come la Sardegna, e il mercato offre ancora spazi di crescita. Dopo 10 anni, non siamo stanchi di crescere e non siamo stanchi di trovare soluzioni per il mercato con sempre nuove idee, con nuovi futuri scenari di sviluppo del gruppo.
Vogliamo essere presenti in questo mercato ancora a lungo, ed esserci vuol dire contare nel mondo dell’aftermarket. Ecco perché siamo scesi in campo, giocandoci la partita in un contesto internazionale.


Il riferimento è all’ingresso in Groupauto Italia Holding, che si traduce anche in un accordo con Groupauto International… Quali sono i benefici per gli associati?

L’entrata a far parte di questo gruppo si integra perfettamente con la nostra strategia di crescita. Grazie all’accordo con Groupauto International, il consorzio offre nuove opportunità a tutte le realtà coinvolte, condividendo i diversi i vantaggi generati dall’appartenenza a questo grande gruppo.
Al di là dei risvolti economici, quello che più conta è poter sviluppare un progetto, partecipare come gruppo alla costruzione di qualcosa di importante o quanto meno provarci… Ecco perché siamo usciti da una esperienza internazionale precedente.

Il secondo semestre dell’anno partirà con nuovi progetti che riguardano tutto il consorzio PDA, che sono progetti di sviluppo e non soltanto di incremento.
Infatti, grazie al fatto di essere entrato in Groupauto Italia Holding darò al consorzio lo sviluppo che Groupauto ha dato al suo network, allineandomi perfettamente.
Inoltre porteremo avanti una strategia di distribuzione, che implementi i prodotti dei partner internazionali.

Le previsioni sembrano di crescita, ma visto i nuovi ingressi (al netto di una uscita) di operatori internazionali e visto le nuove aperture aggregative, c’è spazio per tutti?
Penso di sì, ma da soli non si va da nessuna parte. I fornitori stanno facendo una (naturale) selezione di mercato, dove se non hai i volumi, non conti nulla. È un momento importante per noi, dove stiamo lavorando per un cambio strategico all’interno del consorzio. Non posso anticipare di più, ma gli sviluppi che stiamo cercando di dare al consorzio sono una risposta a questi cambiamenti nel mercato.


 

A 10 anni dalla fondazione PDA entra in
Groupauto Italia Holding

di David Giardino

Nella splendida cornice di Napoli offerta dalla terrazza del Royal Continental, di fronte a Castel dell’Ovo, è stata ufficializzata l’alleanza del Consorzio PDA con Groupauto Italia Holding.
Ad annunciarlo, lo scorso 26 febbraio, il nuovo consiglio di amministrazione di PDA, che ha eletto Rocco Messuti nel ruolo di presidente.
562 milioni di euro di fatturato in vendita e 410 in acquisto rappresentano un’ottima base sulla quale si possono costruire importanti attività strategiche e intuibili sinergie.
Tutto starà nella volontà e nella capacità dei singoli di ricondurre il fatturato non canalizzato di oltre 170 milioni per centrare un importante obiettivo di questa nuova iniziativa.

Il dialogo fra competitor è già un risultato, la condivisione di quote societarie nella nuova Holding di Groupauto è un passo in avanti verso un traguardo più ambizioso, quanto difficile.
Gli interpreti chiamati a far fronte alle aspettative lanciate durante la convention PDA sono importanti, così come esposto dal direttore commerciale del consorzio Claudio Santin, che ha sottolineato che l’obiettivo è crescere, avendo per la prima volta accesso a un gruppo internazionale dalla sala di comando.

Questa opportunità è nata da due combinazioni contingenti e separate: dall’uscita del Consorzio PDA da NSD e dalla precedente uscita di Cati e Demauto da Groupauto, che ha creato lo spazio per nuove politiche delle alleanze.

Aspettiamo ovviamente di vedere i successivi passi operativi e concreti di questa operazione, che ha messo sulla carta la più importante aggregazione italiana di operatori indipendenti.


 

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Tags: consorzio pda distribuzione ricambi vi

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